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Liuba Sotgiu

Liuba 15x365Liuba Sotgiu nasce a Sassari nel primo giorno d’inverno del 1981.
Fresca di un quinquennio matematico, e ormai matura, subisce il fascino dell’arte e comincia, nel 1999, un nuovo percorso di studi all’Accademia delle Belle Arti di Sassari. Proprio lì, progettando e modellando scenografie teatrali, assapora il gusto della materia e della forma in divenire.
Sarà però più tardi, nel 2008, l’incontro con la resina in un cantiere navale a risvegliare il sapore di quel gusto lontano. E dalla resina prenderà forma il primo di una serie di sei lavori che daranno vita ad un’esposizione, presso lo spazio espositivo No Logo della sua città, dal titolo “Sulla polisemia, sotto voce”.
Nel frattempo esegue, su commissione, lavori di decorazione d’interni e pittura su ceramica. Incuriosita però da nuovi materiali si avvicina alle paste sintetiche esercitando nuove tecniche, dapprima col cernit, per poi approdare alla pasta di mais, elaborando da sé la ricetta più congeniale alle proprie sculture. Nascono così i suoi “personaggi” vestiti di stoffa.
Nel dicembre 2013 partecipa a “15×365”- Mostra collettiva contro il femminicidio – dove sarà il primo incontro tra pasta di mais e ginepro, albero tanto caro alla sua terra. Incontro che ben presto diverrà “fusione” nella sua ultima fatica Big bang, esposta per “Dioniso. Rito, mito, follia” -Collettiva d’arte- nel Circolo la Creta fenalc di Samugheo.