Cecilia de Paolis
Cecilia De Paolis approccia all’arte indirettamente, quasi inconsapevolmente, trascinata da un’incessante ricerca dentro se stessa che vuole rendere “visibile”.
Le esperienze nel cinema e nella moda la appagano inizialmente, la formano, ma ad un certo punto le sente strette; capisce che ha bisogno di comunicare diversamente; vuole rompere la barriera spazio-temporale del corpo, dilatarlo, renderlo energia fluida.
Nel 2009 disegna e realizza i “Modelli Unicellulari”, abiti scultura che evocano la preistoria della coscienza e la memoria ancestrale del corpo.
“Olenellus Thompsoni” viene esposto alla Triennale di Milano in una mostra curata da Giulia Mafai e al National Museum of History a Taipei.
La passione per la fotografia la porta a contestualizzare le sue opere ed è così che nascono le sue installazioni e la stretta collaborazione con il fotografo Ugo Lo Pinto, con il quale intraprende un nuovo percorso, in cui si riconosce un fraterno e reciproco bisogno di comunicare attraverso l’immagine.
La fotografia digitale “Generazioni”partecipa all’Esposizione Triennale di Arti Visive di Roma 2014, curata da Daniele Radini Tedeschi.